Realtà • Dati • Sistema energetico
Rinnovabili contro fossili
chi ha davvero ragione?
In una recente intervista,
pubblicata da Il Nord Est
https://www.ilnordest.it/economia/eccellenze/scaroni-non-illudiamoci-il-petrolio-durera-ancora-molti-anni-bw1nt8w9
Paolo Scaroni afferma che
non dovremmo illuderci:
il petrolio durerà ancora molti anni.
È una posizione diffusa nel mondo industriale,
ma la domanda corretta non è
se il petrolio esisterà ancora,
bensì
se continuerà a essere la scelta razionale,
economica e strategica
per imprese, territori e sistemi energetici.
Per rispondere,
non ci basiamo su opinioni,
ma su analisi di
istituzioni indipendenti e super partes
come
l’International Energy Agency (IEA),
l’IPCC,
l’European Environment Agency
e i principali centri di ricerca energetica europei.
Sistema • Efficienza • Costi reali
Il problema strutturale
dei combustibili fossili
Il limite dei combustibili fossili
non è ideologico,
ma
strutturale e sistemico.
Petrolio, gas e carbone
richiedono
estrazione continua,
trasporto complesso
e mercati globali instabili
per funzionare.
Secondo
l’International Energy Agency (IEA),
oltre
il 70% della volatilità dei prezzi energetici
degli ultimi decenni
è legata a shock
su petrolio e gas:
crisi geopolitiche,
cartelli,
interruzioni delle forniture.
Fonte ufficiale:
https://www.iea.org/reports/world-energy-outlook-2023
L’IPCC
conferma che i combustibili fossili
non sono solo responsabili
della maggior parte delle emissioni,
ma generano anche
costi indiretti enormi
per sanità,
infrastrutture
e stabilità economica,
che non compaiono nelle bollette
ma vengono pagati dalla collettività.
Fonte:
https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg3/
In altre parole,
il petrolio può anche
durare ancora molti anni,
ma ciò non significa
che sia
la soluzione più efficiente,
sicura o conveniente
per le imprese
e per l’economia europea.
Economia • Costi nascosti • Competitività
I fossili costano
molto più di quanto appare
Quando si parla di petrolio e gas,
spesso si guarda solo
al prezzo della materia prima.
Ma secondo le principali istituzioni internazionali,
questo è solo
una piccola parte del costo reale.
L’International Energy Agency (IEA)
e
l’European Environment Agency (EEA)
stimano che i
costi esterni dei combustibili fossili
– sanità, inquinamento, danni climatici,
perdita di produttività –
ammontino a
migliaia di miliardi di euro ogni anno
a livello globale.
Fonti ufficiali:
https://www.iea.org/reports/the-cost-of-fossil-fuel-subsidies
–
https://www.eea.europa.eu/publications/health-costs-of-air-pollution
Per le imprese europee,
questo si traduce in
prezzi dell’energia più volatili,
difficoltà di pianificazione
e perdita di competitività
rispetto a sistemi energetici
più stabili e prevedibili.
Al contrario,
le fonti rinnovabili
presentano
costi marginali prossimi allo zero
una volta installate
e riducono drasticamente
l’esposizione dell’impresa
a shock esterni e crisi geopolitiche.
Geopolitica • Rischio • Dipendenza
Instabilità mondiale
e dipendenza energetica
I combustibili fossili
non sono solo una questione energetica,
ma una
leva geopolitica.
Chi controlla petrolio e gas
controlla prezzi,
flussi economici
e stabilità dei mercati.
Secondo la
Commissione Europea,
l’Unione Europea
importa oltre
il 55% dell’energia che consuma,
con una forte esposizione
a shock esterni,
crisi internazionali
e conflitti geopolitici.
Fonte ufficiale:
https://energy.ec.europa.eu/topics/energy-security/energy-imports-and-dependency_en
La
International Energy Agency (IEA)
conferma che
ogni crisi energetica recente
– dal 2008 a oggi –
è stata innescata
da squilibri
su petrolio e gas,
non da fonti rinnovabili.
Fonte:
https://www.iea.org/reports/energy-security
Investire in rinnovabili,
accumuli e reti intelligenti
significa
ridurre la dipendenza esterna,
aumentare la resilienza del sistema
e trasformare l’energia
da fattore di rischio
a
asset strategico controllabile
per imprese e territori.
Tecnologia • Economia • Sistema
La vera alternativa
ai combustibili fossili
L’idea che non esista
una vera alternativa ai fossili
è smentita dai dati.
Secondo
l’International Energy Agency,
oggi le rinnovabili
sono
la fonte di nuova capacità elettrica
più economica
nella maggior parte del mondo.
Fonte ufficiale:
https://www.iea.org/reports/world-energy-outlook-2023
Il
Fraunhofer Institute for Solar Energy Systems (ISE),
uno dei centri di ricerca energetica
più autorevoli al mondo,
conferma che
fotovoltaico ed eolico
hanno già superato
carbone e gas
sul costo livellato dell’energia,
anche senza incentivi.
Fonte:
https://www.ise.fraunhofer.de/en/publications/studies/cost-of-electricity.html
L’organizzazione indipendente
Ember
mostra che
ogni nuova installazione rinnovabile
riduce direttamente
il consumo di fossili,
soprattutto nei sistemi elettrici europei.
Non è una previsione:
è un dato osservato.
Fonte:
https://ember-climate.org/insights/research/european-electricity-review-2024/
La vera alternativa ai fossili
non è una singola tecnologia,
ma un
sistema integrato:
rinnovabili,
accumuli,
elettrificazione dei consumi
e reti intelligenti.
Un sistema
già disponibile,
già competitivo,
già operativo.
Scienza • Dati • Sistemi energetici
Il nucleare non è indispensabile
secondo le fonti internazionali
L’idea che il nucleare sia
indispensabile
per la transizione energetica
non trova conferma
nei principali studi scientifici
e nei modelli energetici globali.
L’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC)
analizza centinaia di scenari compatibili
con gli obiettivi climatici.
Nel Rapporto AR6 – Working Group III
dimostra che
esistono numerosi percorsi di decarbonizzazione
senza nuova capacità nucleare,
basati su rinnovabili,
efficienza,
elettrificazione
e accumuli.
Fonte ufficiale:
https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg3/
Anche
l’International Energy Agency (IEA)
chiarisce che
la maggior parte delle riduzioni di emissioni
entro il 2035
deriva da tecnologie
già disponibili e scalabili:
rinnovabili,
efficienza energetica
e reti elettriche.
Il contributo del nucleare,
pur presente in alcuni scenari,
non è determinante
né necessario.
Fonte:
https://www.iea.org/reports/net-zero-by-2050
Il Fraunhofer Institute for Solar Energy Systems (ISE)
evidenzia inoltre che
il nucleare è
la tecnologia low-carbon più costosa
per nuova capacità elettrica,
con tempi di realizzazione
incompatibili
con gli obiettivi di riduzione rapida
delle emissioni.
Fonte:
https://www.ise.fraunhofer.de/en/publications/studies/cost-of-electricity.html
In sintesi,
secondo le principali istituzioni scientifiche
ed energetiche mondiali,
il nucleare può essere
una tecnologia opzionale
in alcuni contesti,
ma
non è una condizione necessaria
né imprescindibile
per la transizione energetica,
soprattutto nel periodo critico
2030–2040.
Chiarezza • Dati • Decisioni consapevoli
Domande frequenti
su rinnovabili, fossili e nucleare
Il petrolio e il gas spariranno nel breve periodo?
No.
Secondo l’International Energy Agency,
petrolio e gas continueranno a essere utilizzati
ancora per alcuni anni.
Tuttavia,
la loro quota nel mix energetico globale
è destinata a ridursi progressivamente,
perché rinnovabili ed elettrificazione
crescono più rapidamente
e con costi inferiori.
Le rinnovabili sono davvero sufficienti per sostituire i fossili?
Sì,
secondo IPCC e IEA
esistono numerosi scenari di decarbonizzazione
basati su rinnovabili,
accumuli,
efficienza energetica
ed elettrificazione dei consumi.
Non si tratta di ipotesi teoriche,
ma di modelli energetici validati
a livello internazionale.
Il nucleare è indispensabile per la transizione energetica?
No.
Le principali istituzioni scientifiche,
tra cui IPCC e IEA,
indicano che il nucleare
può essere una tecnologia opzionale
in alcuni contesti,
ma non è una condizione necessaria
per la decarbonizzazione,
soprattutto nel periodo critico 2030–2040.
Perché il nucleare non è considerato prioritario?
Per tre motivi principali:
tempi di realizzazione molto lunghi,
costi elevati per nuova capacità
e limitato impatto
sulle riduzioni di emissioni
nel breve e medio periodo,
come evidenziato da IEA e Fraunhofer ISE.
Qual è l’approccio energetico più efficace oggi?
Un approccio di sistema:
riduzione dei consumi,
produzione rinnovabile locale,
accumulo,
gestione intelligente dell’energia
e pianificazione economica.
È l’approccio indicato
dalle principali agenzie energetiche
come il più rapido,
stabile e conveniente.
A cura di Marco Faia
Un approccio fondato su esperienza operativa e metodo
Questa pagina è stata redatta da
Marco Faia,
Founder e Amministratore di Green Mood Italia.
Il contenuto riflette un’esperienza maturata nel tempo,
consolidata attraverso
progetti reali, analisi tecniche approfondite
e attività di coordinamento operativo
nel settore dell’efficienza energetica.
Competenze tecniche e visione multidisciplinare
Poiché l’efficientamento energetico richiede una visione d’insieme,
l’approccio adottato integra
fotovoltaico, sistemi di accumulo,
pompe di calore, colonnine di ricarica
e soluzioni di gestione intelligente dell’energia
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Grazie al coordinamento con la Rete Tecnica Integrata,
ogni progetto viene valutato da più prospettive tecniche,
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Trasparenza, credibilità e responsabilità verso il cliente
Ogni informazione pubblicata è basata su
dati verificabili, normative ufficiali
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L’obiettivo è fornire contenuti realmente utili,
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di comprendere non solo i vantaggi tecnici,
ma anche le implicazioni economiche e strategiche
delle scelte energetiche.
Supporto continuo prima, durante e dopo il progetto
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ogni fase viene seguita con
dialogo costante, chiarezza decisionale
e monitoraggio delle prestazioni
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Questo consente di verificare i risultati nel tempo
e, quando necessario,
ottimizzare ulteriormente le soluzioni adottate.
Tutti i contenuti riflettono esperienze operative reali,
aggiornamenti normativi verificati
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