Legge Aree Idonee Lombardia 2026: cosa cambia per fotovoltaico, agrivoltaico e imprese
Il 21 maggio 2026 la Regione Lombardia ha pubblicato la Legge Regionale n. 10/2026, che determina le aree idonee alla realizzazione di impianti da fonti rinnovabili sul territorio lombardo. È il tassello regionale che dà attuazione al D.Lgs. 190/2024 e che, da oggi, cambia in modo concreto le regole del gioco per chi vuole installare fotovoltaico a terra, agrivoltaico o sistemi di accumulo in Lombardia. Vediamo cosa prevede, cosa significa per aziende e privati, e perché — paradossalmente — rafforza la scelta del fotovoltaico su tetto rispetto a quello a terra.

L’iter della legge: dal progetto all’approvazione
Il percorso è stato lungo: la Commissione Ambiente del Consiglio regionale ha avviato l’esame del progetto di legge 175/2026 il 13 aprile, per poi arrivare al voto in Assemblea il 12 maggio 2026, approvato con 44 voti favorevoli, 6 contrari e 16 astenuti. Il testo definitivo è stato pubblicato sul BURL il 25 maggio 2026 come L.R. 10/2026, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere entro il 2030 una potenza rinnovabile aggiuntiva di 8,766 GW rispetto al dato del 31 dicembre 2020.
Quali aree sono considerate “ulteriormente idonee”
La legge individua, in aggiunta alle aree idonee già previste dalla normativa nazionale, alcune categorie di superfici dove l’iter autorizzativo è semplificato:
- Cave in attività, nelle porzioni dove l’attività estrattiva è terminata
- Discariche ante-norma o cessate
- Aree a destinazione urbanistica industriale e terziaria nei piani comunali e sovracomunali
- Aree dismesse non residenziali
- Ambiti di trasformazione individuati dai piani comunali
Restano invece escluse dalle semplificazioni le aree con tutela paesaggistica, i Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS), i siti Rete Natura 2000, le zone adiacenti a ferrovie, autostrade, interporti e aeroporti, e — per il fotovoltaico a terra — le aree agricole entro 350 metri da aree produttive (salvo aree agricole di pregio).
I limiti sul consumo di suolo agricolo (SAU)
Il punto più discusso della legge riguarda la tutela dei terreni agricoli. La Regione stima che la norma comporterà l’utilizzo di circa 7.750 ettari di aree agricole, a fronte di una SAU complessiva lombarda di circa 970.000 ettari:
- Limite regionale: massimo 0,8% della SAU dell’intero territorio lombardo
- Limite comunale: massimo 3% della SAU del Comune
- Limite provinciale: massimo 2% della SAU provinciale
- Deroga per autoconsumo industriale e CER: il Comune può elevare il limite fino al 5% della SAU comunale
- Deroga per imprese energivore: limite elevabile fino al 10% della SAU comunale

Attenzione: una volta raggiunte queste soglie, le nuove istanze — e anche i procedimenti pendenti riferiti alla stessa tipologia di impianto — diventano improcedibili. Chi ha un progetto a terra in fase di valutazione in un Comune vicino al limite dovrebbe muoversi rapidamente.
Fasce di rispetto vicino a zone sensibili
Per gli impianti soggetti a Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) o Autorizzazione Unica (AU) vicini a scuole, ospedali, oratori, parchi gioco, carceri o strutture socio-assistenziali, il Comune può richiedere una fascia di rispetto: fino a 30 metri per fotovoltaico a terra e agrivoltaico, fino a 150 metri per biogas, biometano e accumulo elettrochimico.
Governance, mappatura e compensazioni territoriali
Prima dell’approvazione definitiva della mappatura delle aree, la Giunta regionale dovrà acquisire i pareri di Comuni, Province, Città Metropolitana e organizzazioni agricole; la proposta sarà poi pubblicata sul Geoportale regionale per 30 giorni, aperti alle osservazioni. Per gli impianti sopra i 30 MW, il Comune interessato può proporre al proponente una soluzione localizzativa alternativa entro 30 giorni dalla presentazione del progetto. È stata inoltre introdotta la possibilità per i Comuni di “monetizzare” le compensazioni territoriali, destinando i proventi a mitigazione paesaggistica, efficientamento energetico locale e attività di controllo.

Cosa significa in pratica per aziende e privati

Al netto dei tecnicismi, il messaggio della legge è chiaro: la Lombardia vuole spingere le rinnovabili senza sacrificare altro suolo agricolo del necessario. Per chi valuta un investimento fotovoltaico, questo si traduce in alcuni consigli operativi:
- Il tetto resta la strada più semplice. Gli impianti su copertura industriale o residenziale non rientrano nei limiti SAU e restano la soluzione più rapida da autorizzare.
- Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono favorite. La deroga al 5% della SAU comunale per i progetti CER è un vantaggio concreto per chi vuole aggregare consumi in un territorio.
- Le aree industriali dismesse diventano strategiche. Capannoni, aree produttive ed ex cave sono ora tra le superfici più semplici da utilizzare.
- L’agrivoltaico richiede più documentazione. Servono analisi agronomiche asseverate e sistemi di monitoraggio nel tempo, per dimostrare che la produttività agricola resta garantita.
Nota: la legge riguarda esclusivamente il territorio della Regione Lombardia. Restano ferme, in parallelo, le regole nazionali sulle aree idonee introdotte dal D.Lgs. 190/2024 e gli incentivi vigenti (Ecobonus, Conto Termico, disciplina CER secondo il D.M. MASE 7/12/2023).
In sintesi: la Legge Regionale Lombardia n. 10/2026 fissa un limite dello 0,8% della SAU regionale per il fotovoltaico a terra e l’agrivoltaico (3% a livello comunale, 2% provinciale), individua ex cave, ex discariche e aree industriali come ulteriormente idonee, e introduce fasce di rispetto fino a 30 metri vicino a scuole e ospedali. Il fotovoltaico su tetto resta invece fuori da questi limiti ed è la via più rapida per aziende e privati.
Normativa • Trasparenza • Decisione
Domande frequenti
sulla legge aree idonee in Lombardia
Cosa sono le aree idonee secondo la legge lombarda?
Sono le superfici individuate dalla Regione Lombardia, in aggiunta a quelle già previste dalla norma statale, dove è più semplice realizzare impianti da fonti rinnovabili: ex cave, ex discariche, aree industriali e terziarie, aree dismesse e ambiti di trasformazione comunale.
Quali limiti ci sono per il fotovoltaico su terreni agricoli?
Il limite regionale è dello 0,8% della SAU totale, quello comunale del 3% (elevabile al 5% per autoconsumo industriale e CER, fino al 10% per imprese energivore) e quello provinciale del 2%.
La legge riguarda anche il fotovoltaico sui tetti industriali?
Sì, anzi la norma incentiva proprio l’autoconsumo tramite impianti su copertura, che non rientrano nei limiti sulla superficie agricola e restano la strada più semplice e veloce per le aziende.
Cosa succede se un Comune raggiunge il limite di SAU?
Al raggiungimento della percentuale consentita, le nuove istanze e i procedimenti pendenti relativi a impianti fotovoltaici a terra e agrivoltaici in area agricola diventano improcedibili nel Comune interessato.
Cosa cambia per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)?
Per gli impianti destinati a CER o all’autoconsumo industriale, il Comune può elevare il limite di SAU comunale dal 3% fino al 5%, rendendo questi progetti più semplici da realizzare rispetto a un impianto a terra ordinario.

Articolo a cura di Marco Faia — Founder e Amministratore Delegato di Green Mood Italia Srls, general contractor per l’efficienza energetica in Liguria e in tutta Italia. Green Mood segue i propri clienti dal sopralluogo alla progettazione, fino alla realizzazione chiavi in mano di impianti fotovoltaici con accumulo, colonnine di ricarica (Tesla Certified Installer e partner certificato V2C), pompe di calore e Comunità Energetiche Rinnovabili.
