Guida pratica · Valida tutto l’anno · Aggiornata al 14 ottobre 2026
Blackout in casa: cosa fare subito e come avere corrente anche quando la rete si ferma
Un’abitazione italiana resta senza corrente in media 4 volte l’anno. D’estate per il picco dei condizionatori, in autunno e inverno per vento, neve e nubifragi sulle linee aeree, tutto l’anno per guasti locali. La causa cambia con la stagione; il risultato in casa è sempre lo stesso.
Cosa fare nell’immediato: verifica se è solo casa tua (interruttore generale) o tutta la zona, poi apri la mappa guasti del tuo distributore. I link diretti, regione per regione →
Come non restare al buio: fotovoltaico con batteria e funzione di backup EPS. Una batteria da 10 kWh copre fino a 24 ore di frigo, luci, router e carichi essenziali.
Attenzione: un fotovoltaico senza accumulo si spegne insieme alla rete, anche con il sole a picco. Perché succede →

Quante volte resti senza corrente in un anno: i numeri ufficiali
Il blackout non è un evento eccezionale legato a una stagione: è una media annua. Nell’ultimo confronto pubblicato da ARERA sulla continuità del servizio elettrico, ogni utenza domestica in bassa tensione ha registrato questi valori:
Quattro interruzioni l’anno significa, per la maggior parte delle case, qualche decina di minuti al buio distribuiti in stagioni diverse. Sono numeri bassi finché restano numeri: quando l’interruzione capita di notte, con il freezer pieno o con qualcuno in casa che dipende da un apparecchio elettrico, la media non consola.
Fonte: ARERA — indicatori di numero e durata delle interruzioni sulle reti di distribuzione. I 62 minuti del 2021 si scompongono in 41 minuti di responsabilità dei distributori e 21 da eventi eccezionali.
È appena andata via la corrente: cosa fare nei primi cinque minuti
Prima di chiamare chiunque, servono trenta secondi per capire di che tipo di guasto si tratta. La risposta cambia completamente chi devi contattare.
- Guarda se è solo casa tua. Affacciati: se i lampioni e i vicini hanno luce, il problema è nel tuo impianto. Vai al quadro elettrico e controlla il differenziale e i magnetotermici: se uno è scattato, hai un guasto interno — stacca gli apparecchi, riarma e verifica quale carico fa scattare la protezione.
- Se è tutta la zona, apri la mappa guasti del tuo distributore. Non quella di Terna: Terna gestisce la rete di trasmissione nazionale, mentre a casa tua arriva il distributore locale. Qui sotto trovi i link diretti, regione per regione.
- Apri il meno possibile frigo e congelatore. Un congelatore pieno e chiuso tiene la temperatura molto più a lungo di uno mezzo vuoto aperto ogni dieci minuti.
- Stacca le utenze più delicate. Al ritorno della corrente il rientro può avvenire con sbalzi: computer, TV e caldaia è meglio averli staccati o protetti.
- Segnala il guasto al numero del tuo distributore. Per E-Distribuzione, che copre circa l’85% del Paese, il numero verde guasti è 803.500. Per gli altri lo trovi nella pagina del distributore e in bolletta.
Se hai il fotovoltaico, una sorpresa: con la rete giù i pannelli non ti danno corrente, nemmeno in pieno sole. Non è un guasto, è una norma di sicurezza. Te lo spiego più sotto — è il motivo principale per cui chi ha già l’impianto ci chiama dopo il primo blackout.
Perché salta la corrente: quattro cause, quattro stagioni
Le interruzioni non hanno una stagione sola. Hanno cause diverse che si alternano lungo l’anno, e questo è il motivo per cui una protezione pensata solo per luglio lascia scoperti gli altri dieci mesi.
Estate: il picco dei climatizzatori
Quando milioni di condizionatori partono insieme nel primo pomeriggio, la domanda elettrica nazionale si impenna e la rete lavora al limite in stress termico. Il 23 giugno 2026 Terna ha registrato 55 GW di consumi, +15% rispetto a maggio, con un’impennata del +4,4% nella sola ultima settimana di giugno. Il massimo storico resta il record del 2015 con 60,5 GW, ma i picchi estivi crescono in modo strutturale: 56,1 GW nel 2021, 57,78 nel 2022, 58,87 nel 2023, 56,98 il 28 luglio 2024, 55,54 il 2 luglio 2025. Il dato del 2026 è stato raggiunto con due settimane di anticipo sugli anni precedenti: la stagione critica si allunga.

Autunno e inverno: vento, neve e nubifragi sulle linee
Da ottobre in poi la causa cambia natura: non è più la domanda, è il danno fisico. Nubifragi, raffiche, nevicate pesanti e alberi caduti interrompono le linee aeree di media e bassa tensione, che in Italia servono gran parte dei piccoli comuni e delle aree collinari. Sono le interruzioni che ARERA classifica come eventi eccezionali, fuori dalla responsabilità del distributore: nel 2021 hanno pesato per 21 dei 62 minuti complessivi. A differenza del picco estivo, che dura qualche ora nel pomeriggio, un guasto da maltempo su una linea aerea può richiedere molte ore di ripristino, perché prima va raggiunto fisicamente il punto danneggiato.
Tutto l’anno: reti progettate decenni fa
Sotto le due cause stagionali ne corre una permanente. Molte reti di distribuzione locali sono state dimensionate decenni fa, su consumi domestici che non prevedevano né climatizzazione diffusa né pompe di calore né ricarica di auto elettriche. ARERA lo segnala da anni nei suoi rapporti sulla qualità del servizio, e il divario fra aree del Paese resta marcato.
Nelle ore di punta: i distacchi programmati
Esiste infine uno strumento ordinato da Terna chiamato PESSE, il piano di distacchi programmati a rotazione per le ore di picco, pensato per evitare disalimentazioni incontrollate più vaste. Sardegna e Sicilia restano le aree più esposte per via dell’isolamento della rete.

Fonti: Terna per i dati di consumo e il piano PESSE · ARERA per continuità del servizio ed eventi eccezionali · IEA e Climate Central per il quadro internazionale, che documenta come circa l’80% dei grandi blackout statunitensi dal 2000 al 2023 sia di origine meteorologica, con frequenza media annua raddoppiata dal 2003.
Il punto che quasi nessuno conosce: senza accumulo il fotovoltaico si spegne con la rete
È la scoperta più sgradevole per chi ha già un impianto. Durante un blackout, un fotovoltaico tradizionale non produce nulla, nemmeno a mezzogiorno di luglio con il cielo sereno. I pannelli funzionano, ma l’inverter si stacca.
Non è un difetto: è una prescrizione di sicurezza della norma CEI 0-21. Se l’inverter continuasse a immettere energia in una rete che i tecnici credono spenta, metterebbe in pericolo chi sta lavorando sulla linea per ripristinarla. Per questo ogni inverter connesso alla rete, per legge, si disconnette quando la rete cade.
La conseguenza pratica è semplice: il fotovoltaico da solo non è una protezione dai blackout. Lo diventa quando gli affianchi due cose — una batteria di accumulo e un inverter con funzione di backup (EPS), che isola la casa dalla rete e alimenta i carichi che hai scelto. È per questo che distinguiamo sempre, in preventivo, fra un impianto che ti fa risparmiare e un impianto che ti tiene acceso: non sono lo stesso impianto.
Verifica subito se la tua zona è senza corrente
Ogni distributore pubblica una mappa dei guasti in corso e dei lavori programmati. È lo strumento più utile in assoluto durante un’interruzione, perché ti dice in pochi secondi se il problema riguarda la zona o solo casa tua. Vale in qualsiasi mese dell’anno.
Isole: Sicilia e Sardegna sono coperte al 95% da E-Distribuzione. I piccoli distributori locali (Favignana, Iblea, Alghero) non pubblicano una mappa web: in quei casi il numero da chiamare è quello riportato in bolletta.

Cosa si ferma davvero in casa, e cosa cambia con la stagione
Alcune conseguenze sono identiche a gennaio e ad agosto; altre no. Vale la pena distinguerle, perché determinano quali carichi ha senso mettere sotto backup.
| Cosa si ferma | In estate | In inverno |
|---|---|---|
| Frigorifero e congelatore | Rischio alimenti più rapido con il caldo | Margine più ampio, ma il rischio resta |
| Riscaldamento o climatizzazione | Casa invivibile nelle ore centrali | Caldaia e pompa di calore ferme: la casa si raffredda |
| Allarme e videocamere | Fuori servizio in entrambi i casi, salvo batteria tampone dedicata | |
| Modem, router, lavoro da casa | Tutto fermo: è la conseguenza più immediata e la più sottovalutata | |
| Illuminazione | Meno critica, giornate lunghe | Critica: buio dalle 17 |
| Persone fragili e apparecchi medicali | È la ragione per cui un backup va dimensionato sulle persone, non solo sugli elettrodomestici | |
La riga che sposta davvero la decisione è l’ultima. Se in casa c’è qualcuno che dipende da un apparecchio elettrico, il backup smette di essere una comodità.
Come avere corrente durante un’interruzione: i tre elementi necessari
Non serve un impianto diverso per l’estate e uno per l’inverno. Serve un impianto costruito per funzionare staccato dalla rete, in qualunque mese.
- Pannelli dimensionati sui consumi reali, tipicamente 4–6 kWp per un’abitazione media. Il dimensionamento va fatto sui tuoi consumi annui, non su una taglia da catalogo, perché il profilo di chi ha pompa di calore o auto elettrica è molto diverso.
- Una batteria di accumulo, in genere da 10 kWh per una famiglia. Immagazzina l’energia prodotta di giorno e la rende disponibile di sera, di notte e durante l’interruzione.
- Un inverter con funzione di backup EPS, che al momento del guasto isola la casa dalla rete e alimenta i carichi prioritari che hai deciso: frigo, luci, router, eventuali apparecchi medicali. Senza questa funzione la batteria resta inutilizzabile proprio quando serve.
Una batteria da 10 kWh garantisce fino a 24 ore di autonomia sui carichi essenziali, in base ai consumi reali della casa. Con la produzione diurna dei pannelli l’autonomia si estende ulteriormente: d’estate molto, d’inverno meno, ed è il motivo per cui il dimensionamento invernale è quello che conta davvero.

Installiamo esclusivamente sistemi con backup attivo certificato secondo la norma CEI 0-21. Se vuoi occuparti tu di alcune fasi, leggi prima la nostra guida al fotovoltaico fai da te, con i limiti e i rischi da conoscere.
Quanto costa, e cosa cambia fra il 2026 e il 2027
Per un impianto da 6 kWp con accumulo da 10 kWh e funzione di backup, l’ordine di grandezza è da 12.000 a 18.000 euro, in funzione del tipo di tetto, della marca dei componenti e della complessità dell’allaccio. I tempi reali, fra sopralluogo, pratica GSE, montaggio e allaccio, sono di 4–8 settimane.
Sul fronte fiscale c’è una scadenza concreta: la detrazione del 50% in dieci anni è confermata per il 2026, mentre la Legge di Bilancio 2027 ne prevede la riduzione al 36%. È un dato normativo, non un argomento di vendita: a parità di impianto, avviare la pratica entro il 2026 vale una quota di detrazione più alta.
Cosa include il preventivo
Dimensionamento sui consumi reali, pratica GSE, montaggio, allaccio e collaudo della funzione di backup.
Cosa verifichiamo prima
Tenuta e orientamento del tetto, quadro elettrico e quali carichi ha senso mettere sotto backup.
Dove operiamo
In tutta Italia, con sede principale a Quiliano (SV) e filiali in Emilia-Romagna e in Sicilia.
Domande frequenti sui blackout in casa
Come faccio a sapere se c’è un blackout adesso nella mia zona?
Ogni distributore pubblica una mappa dei guasti aggiornata in tempo reale. In questa pagina trovi i link diretti a E-Distribuzione, che copre circa l’85% del Paese, e a tutti i distributori locali: Areti per Roma, Unareti per Milano, Inrete per Bologna, Ireti per Torino e gli altri. Prima però controlla il quadro elettrico di casa: se è scattato il differenziale, il problema è interno e la mappa non ti dirà nulla.
Quante volte si resta senza corrente in Italia in un anno?
Secondo i dati ARERA sulla continuità del servizio, un’utenza domestica in bassa tensione registra in media circa 4 interruzioni l’anno, per un totale intorno ai 62 minuti nel 2021, di cui 21 dovuti a eventi eccezionali. Il valore oscilla di anno in anno a seconda del meteo: nel 2019 era di 86 minuti.
I blackout capitano solo d’estate?
No. D’estate la causa prevalente è il picco di domanda dovuto ai climatizzatori nelle ore pomeridiane. In autunno e inverno la causa cambia: vento, nevicate, nubifragi e alberi caduti danneggiano fisicamente le linee aeree. Le interruzioni invernali sono spesso meno frequenti ma più lunghe, perché il guasto va raggiunto e riparato sul posto.
Il fotovoltaico funziona durante un blackout?
Solo se l’impianto ha una batteria di accumulo e un inverter con funzione di backup EPS. Un fotovoltaico tradizionale si spegne insieme alla rete anche in pieno sole: la norma CEI 0-21 impone all’inverter di disconnettersi, per non mettere in pericolo chi lavora sulla linea. È la ragione per cui molti scoprono il problema solo al primo blackout.
Quanto dura una batteria da 10 kWh durante un’interruzione?
Fino a circa 24 ore sui carichi essenziali — frigorifero, luci LED, router e prese prioritarie — in base ai consumi reali della casa. Se c’è produzione dai pannelli l’autonomia si allunga, molto d’estate e meno d’inverno. Alimentare anche riscaldamento o climatizzazione riduce l’autonomia in modo sensibile: sono i carichi che si escludono quasi sempre dal backup.
Quanto costa un impianto che mi tiene acceso durante un blackout?
Per 6 kWp con 10 kWh di accumulo e funzione di backup, l’ordine di grandezza è fra 12.000 e 18.000 euro, con detrazione del 50% in dieci anni confermata per il 2026. La cifra dipende dal tipo di tetto, dai componenti e dalla complessità dell’allaccio: il preventivo si fa dopo il sopralluogo, non prima.
Che differenza c’è fra un gruppo di continuità e un impianto con accumulo?
Un gruppo di continuità mantiene accesi pochi apparecchi per minuti o poche ore e va ricaricato dalla rete, quindi a rete ferma si esaurisce e basta. Un impianto fotovoltaico con accumulo e backup alimenta i carichi di casa per ore o giorni e si ricarica dal sole anche mentre la rete è giù. Sono strumenti per esigenze diverse: il primo protegge un computer, il secondo una casa.
Devo chiamare Terna o il distributore?
Il distributore. Terna gestisce la rete di trasmissione nazionale ad alta tensione; a casa tua l’energia arriva attraverso il distributore locale, che è anche l’unico a poter intervenire sul guasto. Per E-Distribuzione il numero verde guasti è 803.500; per gli altri il riferimento è nella pagina del distributore e in bolletta.
Vuoi sapere se la tua casa può restare accesa?
Il punto di partenza è sempre lo stesso: i tuoi consumi reali e i carichi che vuoi tenere attivi a rete ferma. Da lì esce il dimensionamento di pannelli e batteria, e un preventivo con numeri verificabili.
Scriviamo quali apparecchi resterebbero alimentati e per quante ore, in modo che tu possa valutare la proposta senza doverti fidare di una cifra tonda.

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Contenuto EEAT verificato: informazioni basate su pratiche reali gestite da Green Mood Italia per privati e PMI. Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.

