CER per aziende e PMI: requisiti, tariffa GSE e fisco 2026

Comunità energetiche · imprese e PMI

La tua azienda può entrare in una CER. Se è una PMI.

Le piccole e medie imprese possono far parte di una Comunità Energetica Rinnovabile e incassare la tariffa premio del GSE fino a 120 €/MWh per vent’anni. Le grandi imprese no, e nemmeno chi ha come attività principale la produzione o la vendita di energia. Qui trovi i requisiti reali, i numeri del decreto e cosa cambia in bilancio.

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Analisi di fattibilità su cabina primaria e consumi reali. Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2026.

Imprenditori e tecnici davanti a un capannone con impianto fotovoltaico inserito in una comunità energetica rinnovabile

In breve: la tua impresa può aderire?

Sì, se sei una PMI e la partecipazione alla comunità energetica non è la tua attività principale. Il decreto esclude espressamente le grandi imprese, le amministrazioni centrali e le imprese con codice ATECO principale 35.1, 35.11.00, 35.12.00 o 35.15.00, cioè chi produce, trasmette o vende energia elettrica.

Il vantaggio economico non è uno sconto in bolletta: è una tariffa premio che il GSE riconosce per 20 anni sull’energia condivisa all’interno della comunità, fino a 120 €/MWh per gli impianti fino a 200 kW. Si somma al risparmio dell’autoconsumo, non lo sostituisce.

Chi entra

PMI, persone fisiche, enti locali, enti del terzo settore ed enti religiosi.

Cosa serve

Stessa cabina primaria, impianti rinnovabili fino a 1 MW, CER regolarmente costituita.

Quanto dura

20 anni dall’entrata in esercizio commerciale dell’impianto.

Il primo filtro

Quali imprese possono entrare in una CER e quali no

È la domanda che conviene risolvere per prima: se l’impresa non è ammessa, tutto il resto non serve. Il perimetro lo fissa il decreto, non l’installatore.

✓ Possono partecipare

  • Piccole e medie imprese, a condizione che la partecipazione alla CER non sia la loro attività principale
  • Persone fisiche
  • Enti territoriali e amministrazioni locali incluse nell’elenco ISTAT
  • Enti religiosi
  • Enti del terzo settore
  • Associazioni di protezione ambientale

✗ Sono escluse

  • Le grandi imprese, senza eccezioni
  • Le amministrazioni centrali
  • Le imprese con codice ATECO principale 35.1, 35.11.00, 35.12.00 o 35.15.00, cioè produzione, trasmissione e commercio di energia elettrica

Se il tuo ATECO principale rientra in questi codici, la CER non è percorribile: restano autoconsumo e altre strade.

Cosa deve avere l’impianto

Fonte e potenza

Alimentato da fonti rinnovabili, con potenza massima di 1 MW per impianto.

Cabina primaria

Collegato alla stessa cabina primaria a cui si riferisce la CER. È un vincolo fisico: va verificato prima di tutto il resto.

Data di esercizio

Entrato in esercizio dal 16 dicembre 2021 e, per le CER, dopo la regolare costituzione della comunità.

Hai già un impianto sul capannone? La data di entrata in esercizio è il primo controllo da fare: un impianto entrato in funzione prima del 16 dicembre 2021 non porta energia condivisa incentivata alla comunità.

Fonti: GSE — Comunità Energetiche Rinnovabili · DM 414/2023 (testo)

I numeri del decreto

Quanto paga il GSE: la tariffa premio per classe di potenza

La tariffa si applica solo all’energia condivisa, cioè alla quota prodotta dalla comunità e consumata nella stessa ora da un altro membro sotto la stessa cabina primaria. Non all’intera produzione.

Potenza dell’impiantoParte fissaMassimo
Fino a 200 kW80 €/MWh120 €/MWh
Da 200 a 600 kW70 €/MWh110 €/MWh
Oltre 600 kW, fino a 1 MW60 €/MWh100 €/MWh

La parte fissa è garantita dal decreto. La differenza fino al massimo dipende da una quota legata al prezzo zonale dell’energia: quando il prezzo di mercato scende, la quota variabile sale, entro il tetto indicato.

Durata: 20 anni dalla data di entrata in esercizio commerciale dell’impianto. Finestra: la tariffa si può richiedere fino al raggiungimento di 5 GW di potenza incentivata e comunque non oltre il 31 dicembre 2027.

Perché non pubblichiamo una percentuale di rendimento. L’energia condivisa dipende da quanto i consumi dei membri coincidono con le ore di produzione. Due CER con lo stesso impianto possono avere ricavi molto diversi. Le stime le facciamo sui tuoi profili di consumo reali, non su una media di catalogo.

Fonte: DM 414/2023, Allegato 1 · GSE — Autoconsumo e CACER

Il ruolo dell’impresa nella comunità

Perché un’azienda con un tetto grande è il membro più utile

In una CER servono due cose: qualcuno che produce e qualcuno che consuma nelle stesse ore. Un’impresa con un capannone mette a disposizione la superficie che a un condominio manca, e in genere consuma di giorno, quando l’impianto produce.

Questo cambia la posizione dell’azienda nella comunità: non entra per prendere un contributo, entra perché è il punto attorno a cui la comunità sta in piedi. Il tetto diventa un asset che genera tre flussi diversi.

  • Autoconsumo diretto: l’energia usata sul posto non si compra in bolletta
  • Tariffa premio sull’energia condivisa: per 20 anni, secondo la tabella qui sopra
  • Valorizzazione dell’eccedenza immessa in rete

Se i consumi aziendali sono concentrati di giorno, l’autoconsumo diretto resta la voce più pesante. La CER si aggiunge su ciò che oggi viene immesso in rete a poco prezzo.

Capannone aziendale con impianto fotovoltaico sulla copertura, utilizzato come impianto produttore di una comunità energetica
Una copertura industriale è la superficie che più spesso manca agli altri membri di una comunità energetica.

Il punto che chiedono i commercialisti

Le trattenute della CER sono fuori campo IVA

Con la Risposta n. 22/2026 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le somme trattenute dalla CER sugli incentivi GSE non sono corrispettivi di un servizio. Mancando un rapporto di scambio e servizi aggiuntivi, non generano ricavi commerciali e restano fuori campo IVA.

La comunità può quindi trattenere parte degli incentivi per coprire i maggiori costi tecnici e amministrativi dell’autoconsumo diffuso, quando quote associative e altre entrate non bastano a riequilibrare i conti.

Resta un chiarimento su un caso specifico. Il trattamento contabile della tua partecipazione va verificato con il tuo commercialista: dipende dalla forma giuridica della CER, dallo statuto e da come sono regolati i rapporti con i membri.

Le soglie del 55% e del 45%

Il decreto fissa due soglie di energia condivisa: 55% per le comunità senza contributi in conto capitale e 45% per quelle che hanno ricevuto contributi fino al 40%. Superandole, i ricavi eccedenti vanno destinati a consumatori che non siano imprese, oppure a finalità sociali sul territorio.

Per un’impresa è un dato da conoscere prima di firmare lo statuto, perché incide su come la comunità ripartisce i proventi negli anni buoni.

Fonte: Agenzia delle Entrate, Risposta n. 22/2026 · DM 414/2023

Aggiornato a ottobre 2026

Cosa è ancora aperto e cosa è chiuso

Essere onesti sullo stato reale delle misure evita preventivi costruiti su contributi che non esistono più.

MisuraStatoDettaglio
Tariffa premio GSEAttivaRichiedibile fino a 5 GW incentivati e non oltre il 31/12/2027
Contributo PNRR 40% in conto capitaleChiusoLa finestra per le domande si è chiusa il 30 novembre 2025
Scorrimenti PNRREventualiIl GSE precisa che i progetti non finanziabili per esaurimento fondi restano idonei a eventuali scorrimenti, se arriveranno nuove risorse
Entrata in esercizio per pratiche PNRR già presentateVincoloEntro 24 mesi dalla comunicazione dell’accordo e comunque non oltre il 31/12/2027

Se hai già una pratica avviata, verifichiamo insieme lo stato sul portale del GSE prima di impostare qualunque cosa.

Fonti: GSE — Misura PNRR CACER · GSE — Regole operative CACER

Come lavoriamo

Dalla verifica della cabina primaria alla tariffa

Come general contractor seguiamo l’impianto e la pratica. La costituzione giuridica della comunità resta in capo ai soci, con il loro notaio e il loro commercialista: noi forniamo i dati tecnici che servono.

1 · Verifica di fattibilità

Controlliamo la cabina primaria sulla mappa del GSE, la data di esercizio di eventuali impianti esistenti e i profili di consumo orari dei membri.

2 · Dimensionamento

Calcoliamo quanta energia può essere realmente condivisa nelle stesse ore e dimensioniamo impianto e accumulo su quel numero, non sulla superficie disponibile.

3 · Impianto e pratica GSE

Realizziamo l’impianto chiavi in mano e prepariamo la documentazione per la richiesta della tariffa premio.

Chiedi la verifica di fattibilità → Scrivici dal modulo

Domande frequenti

Quello che ci chiedono le aziende

La mia azienda può entrare in una comunità energetica rinnovabile?

Sì, se è una piccola o media impresa e se la partecipazione alla CER non è la sua attività principale. Sono escluse le grandi imprese, le amministrazioni centrali e le imprese con codice ATECO principale 35.1, 35.11.00, 35.12.00 o 35.15.00, cioè chi produce, trasmette o commercia energia elettrica.

Quali benefici ha un’impresa che entra in una CER?

Tre flussi distinti: il risparmio dell’autoconsumo diretto sull’energia usata sul posto, la tariffa premio del GSE sull’energia condivisa con gli altri membri per 20 anni, e la valorizzazione dell’eccedenza immessa in rete. Per un’impresa con consumi diurni la voce più pesante resta l’autoconsumo: la CER si aggiunge su ciò che oggi va in rete a poco prezzo.

Quanto paga il GSE per l’energia condivisa nel 2026?

Secondo il DM 414/2023 la tariffa premio parte da 80, 70 o 60 €/MWh a seconda della potenza dell’impianto e si integra con una quota legata al prezzo zonale dell’energia, fino a un massimo di 120, 110 o 100 €/MWh. Gli impianti fino a 200 kW rientrano nella fascia più alta. La tariffa dura 20 anni dall’entrata in esercizio commerciale.

Le somme trattenute dalla CER sono soggette a IVA?

No. Con la Risposta n. 22/2026 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le somme trattenute dalla CER sugli incentivi GSE non sono corrispettivi di un servizio: mancando un rapporto di scambio e servizi aggiuntivi, non generano ricavi commerciali e restano fuori campo IVA. Il trattamento contabile della singola partecipazione va comunque verificato con il proprio commercialista.

Il contributo PNRR del 40% è ancora richiedibile?

No, la finestra per le domande si è chiusa il 30 novembre 2025. Resta attiva la tariffa premio, che si può richiedere fino al raggiungimento di 5 GW di potenza incentivata e comunque non oltre il 31 dicembre 2027. I progetti non finanziabili per esaurimento fondi restano idonei a eventuali scorrimenti, se arriveranno nuove risorse.

Ho già un impianto fotovoltaico sul capannone: posso usarlo per la CER?

Dipende dalla data di entrata in esercizio. L’impianto deve essere entrato in esercizio dal 16 dicembre 2021 e, per le CER, dopo la regolare costituzione della comunità. Deve inoltre essere collegato alla stessa cabina primaria della CER e avere potenza non superiore a 1 MW.

Che cos’è la cabina primaria e perché conta così tanto?

È il nodo della rete elettrica che delimita l’area entro cui l’energia può essere considerata condivisa. Tutti gli impianti e tutti i membri della comunità devono afferire alla stessa cabina primaria: è un vincolo fisico, non amministrativo, e va verificato prima di qualsiasi valutazione economica. Il GSE mette a disposizione una mappa interattiva per il controllo.

Qual è il limite di potenza per gli impianti di una CER?

Un megawatt per singolo impianto. Gli impianti devono essere alimentati da fonti rinnovabili e collegati alla stessa cabina primaria a cui si riferisce la comunità. Una CER può comprendere più impianti, ciascuno entro quel limite.

Cosa sono le soglie del 55% e del 45%?

Sono due soglie di energia condivisa previste dal decreto: 55% per le comunità senza contributi in conto capitale e 45% per quelle che hanno ricevuto contributi fino al 40%. Oltre quelle soglie, i ricavi eccedenti vanno destinati a consumatori che non siano imprese oppure a finalità sociali sul territorio.

Green Mood Italia costituisce la comunità energetica al posto nostro?

No. La costituzione giuridica della CER resta in capo ai soci, con il loro notaio e il loro commercialista. Noi seguiamo la parte tecnica: verifica della cabina primaria e dei profili di consumo, dimensionamento di impianto e accumulo sull’energia realmente condivisibile, realizzazione chiavi in mano e documentazione per la richiesta della tariffa al GSE.

Partiamo dalla cabina primaria, non dal preventivo

La prima verifica è gratuita e dice in poco tempo se la CER è percorribile per la tua azienda. Se non lo è, te lo diciamo subito e valutiamo le alternative sull’autoconsumo.

Verifica gratuita su WhatsApp → Modulo di contatto

Marco Faia, Founder Green Mood Italia

A cura di

Marco Faia

Founder & Amministratore · Green Mood Italia Srls

ESPERIENZA OPERATIVA SUL CAMPO

Questa pagina è stata redatta da me direttamente. Negli anni ho seguito personalmente sopralluoghi, pratiche ENEA e GSE e coordinamento installatori per privati e aziende in tutta Italia. Ogni contenuto riflette progetti reali, non teoria.

COMPETENZE TECNICHE INTEGRATE

L’approccio integra fotovoltaico, accumulo, pompe di calore e wallbox. Con la nostra Rete Tecnica, ogni impianto viene dimensionato su consumi reali, non su cataloghi.

TRASPARENZA E FONTI

Tutte le informazioni si basano su dati verificabili e normative aggiornate (GSE, ENEA, ARERA). Niente bonus inesistenti: parliamo solo di detrazioni attive nel 2026.

Contenuto EEAT verificato: informazioni basate su pratiche reali gestite da Green Mood Italia per privati e PMI. Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.

Green Mood Italia

General contractor nazionale per il risparmio energetico di aziende e strutture produttive.

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